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    Pro loco Orune

    Egregio Dottor Murgia.

    E’ con immenso rammarico che le scrivo queste righe per esprimere a nome della Proloco di Orune e dell’intera comunità orunese il nostro disappunto per quelle frasi infelici da Lei ha postato su Facebook. Mi meraviglia come una persona colta come Lei abbia scelto quel modo e soprattutto quelle parole per descrivere una realtà che, come giornalista è abituato a stravolgere e come ex politico nulla ha fatto per alleviare il peso di una realtà non facile. Forse si dimentica che quelle persone, quella comunità che Lei insulta e di cui non porta rispetto le ha dato una mano nel diventare politico a livello nazionale. Questi sono i suoi ringraziamenti verso tutti quelli che l’hanno votato. Le vorrei puntualizzare una per una le sue delucidazioni esposte su internet. Il fatto che si difenda una ragazza da atteggiamenti puerili di alcuni giovani la dice lunga sulle sue considerazioni. Secondo lei dovevano concludere quello che stavano per iniziare? Il rispetto per l’essere umano, uomo o donna che sia, giovane, anziano, bambino è la base di tutte le regole per la convivenza civile in un paese civile.

    Ma lei di questo che ne sa. Che ne sa di come si vive in una realtà come quella di Orune, in cui vige la cultura del rispetto per il prossimo. Quel rispetto che viene ricambiato 10, 100, 1000 volte verso “sos istranzos” se da parte di questi ultimi c’è il cosiddetto “buon comportamento”. Quella provincia che lei definisce “provincia che più desertica non si può” (il riferimento ovviamente è per la provincia di Nuoro) è fatta soprattutto da gente onesta, cordiale, rispettosa e affabile verso tutti, Lei compreso, verso cioè quella persona che dovrebbe difendere questi valori e che invece calpesta e denigra, il riferimento a quella provincia che insulta è soprattutto verso quella gente che ha cercato più e più volte in occasione delle votazioni. Quella provincia che insulta aveva rimesso in Lei una fiducia affinchè si potesse migliorare la vita, si potessero alleviare sofferenze esistenti comuni a tantissimi paesi d’Italia. Tutte quelle promesse che aveva mantenuto quando è stato eletto al parlamento nel 2008: abolizione delle province, comunità montane, consorzi industriali, ecc. Abolizione dei Consigli circoscrizionali, drastica diminuzione dei parlamentari e senatori nella misura del 20% – 25%. Potremmo elencarle altri impegni come quello sull’abolizione dei vitalizi, o il suo impegno al G8 in Sardegna, La Maddalena, ora in completo stato di abbandono. Milioni e milioni di Euro buttati al vento. Questi e tanti altri sono stati i suoi impegni verso la sua terra che in questo momento calpesta. In

    occasione delle feste, in occasione di tutte le feste la gente, Lei compreso, pensa al divertirsi, allo stare in compagnia con amici, a chiacchierare del più e del meno. In occasione delle feste a Orune, ad una certa ora, specie nei saloni da ballo all’antica E’ SEMPRE FREQUENTABILE, perché, le ricordo che i giovani di Orune, quei giovani rispettosi e cordiali Verso “sos istranzos” si divertono senza l’ausilio di armi, coltelli e con la gioia e speranza di vivere. Se poi i cosiddetti “istranzos” portano armi o coltelli o fucili che siano di sicuro non vengono con l’intento di divertirsi, ma di far male. Nessuno lo nega che armi non ve ne siano e non penso che in ogni parte del mondo bere birra, vino o alcolici in genere in occasione delle feste sia proibito. Questo vale anche per Orune. Ha avuto da dire anche per la passione dei cavalli, per i giri in macchina, per il calcio e i costumi folkloristici, per le “leppe” e i vestiti in velluto. Tutte tradizioni Orunesi, tradizioni barbaricine e tradizioni dell’intera Sardegna. Tutto questo potrebbe darle fastidio ma noi orunesi, noi barbaricini, noi  Sardi ne andiamo fieri e soprattutto andiamo fieri di essere ospitali verso “sos istranzos”, Lei compreso.

    La comunità di Orune è sconvolta verso questo fatto e il chiudersi a riccio come lo si nota nella statua di Ciusa “la madre dell’ucciso” testimonia il fatto che noi orunesi viviamo la scomparsa di un nostro fratello con il silenzio, con il rispetto, con quel rispetto che Lei ha calpestato verso una comunità cordiale, ma Lei che ne sa, ormai è abituato a vivere negli sfarzi e nei locali “chic” dell’alta borghesia. Il fatto che Orune, per tanti anni e tutt’ora, sia uno dei paesi d’Italia, in base al numero di abitanti, con il più alto numero di laureati la dice lunga sulla nostra voglia di cambiamento. La prego di portare maggior rispetto verso chi l’ha rispettato e Le ricordo che anche Lei è sardo come lo siamo noi. Non calpesti le sue tradizioni perché, così facendo, offende anche chi le ha dato origini sarde. Il minimo che possa fare in questo frangente è quello di porgere pubbliche scuse verso tutta la comunità orunese.

    Cordiali saluti.

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    Ad Maiora Media

    Riceviamo da Bruno Murgia e volentieri pubblichiamo:

    Per l'ennesima volta devo spiegare che il mio discorso non era riferito a tutta la comunità di Orune. Se poi lei, voi, volete capire questo, fate pure. Io ho parlato di quello che succede per certi gruppi di ragazzi ben chiari, non solo orunesi. Stanno in provincia e hanno stili di vita di cui si parla e che forse è meglio capire e studiare. Forse non l'ho precisato e lo faccio adesso.

    Credo anche che la nostra identità sia cambiata e che spesso le nostre tradizioni si siano modificate e siano diventate diverse da quello che erano. Non c'è niente di male a dire che si sono folklorizzate e che hanno perso molti dei valori di una volta. Ho cercato di descrivere ambienti violenti, non certo la vita normale della stragrande parte degli orunesi, alcuni dei quali sono cari amici ed è noto che anche mia moglie abbia parenti diretti proprio a Orune. Ma questi ambienti e questa carenza di valori c'è a Orune come a Nuoro come in molti altri posti. Per quanto riguarda la mia attività politica ne vado orgoglioso e non permetto a voi di parlarne come ne parlate. Ho rispetto delle tradizioni, dell'identità e di tutto quello che fonda la nostra vita. Ma ho anche le mie idee e se molti giovani mi dicono che in giro che uno strano senso della balentia lo registro e cerco di analizzarlo. Se molti giovani mi dicono che in certi ambienti le cose non sono semplici lo registro, lo dico. Se mi dicono, ma lo sanno tutti, che si beve o che girano coltelli, anche qui non ho difficoltà a scriverlo.

    Per quanto riguarda i salotti, stendo un velo pietoso: io non li frequento ed è inutile che cerchiate di insistere su questo tasto. Avete però ragione su un fatto: sarei dovuto essere più preciso e non dare la sensazione di parlare solo di Orune. Non era proprio la mia intenzione ma quella di fare un quadro con ciò che di negativo esiste nei nostri paesi e come le nostre tradizioni siano cambiate in peggio. Ma mi rendo conto che la stragrande parte degli orunesi pensa che abbia voluto scrivere una cosa contro tutti loro. Se è così, mi scuso allora e sono disponibile ad un pubblico incontro su questi temi, nel rispetto sopratutto delle persone che in questa vicenda soffrono e soffriranno sempre. Chi mi conosce sa che non scappo dal confronto e che può contare sulla mia totale onestà.

    Cordiali saluti.

    Bruno Murgia

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