Apertis Verbis

17 Comments

  1. 1

    Beppe Max

    Ma candu mai …
    Sardos ….
    LOCOS …. POCOS … e MALUNIDOS …..purtroppo .

    Reply
  2. 2

    Balata Brunofrancesco

    No Beppe non sono d’accordo con quanto dici.Da sempre siamo stati siamo e saremo esempio di caparbietà,, di orgoglio , di forza di possedere qualita’ uniche al mondo, come la Nostra Terra ovviamente possiede Cio ci ha permesso , ci permette e ci consentira’ di camminare a testa alta in ogni dove nel mondo e in ogni attivita’ svolta. A tal prosito per evidenziare queste caratteristche, faccio l’esempio delle innumerevoli piantine di olivastro che riescono a crescere sebbene sferzate dal maestrale radicandosi nel terreno con vigore,,Cio’ ad indicare la Nostra granitica peculiarita’ insita in ognuno di noi, la nostra forza, la nostra determinazione. A tal proposito ricordo che il popolo sardo non hai conosciuto l’onta della sottomissione da nessuno, dai tempi dell’ antica Roma. Anzi è stato esempio di attaccamento alla sua terra, portandola nel cuore e facendola conoscere con tutti i suoi sforzi e i suoi meriti, in qualsiasi campo . Due nomi su tutti , A Segni e F. Cossiga , ma anche e soprattutto tutti coloro hanno saputo superare e superano innumerevoli difficolta’ incontrate giorno per giorno ,senza cedere mai . Pertanto ben venga lo sventolio dei 4 mori , come simbolo della Nostra appartenenza a questa Grande Isola .
    Un saluto, Ajo’

    Reply
  3. 3

    Nicolas Firinu

    Pocos locos et maccos… Il sardo contro se stesso… Con lo straniero sempre servile

    Reply
    1. 3.1

      Antonello Serra

      ma ancora c’è chi pensa che chi viene da fuori dell’isola sia straniero?

      Reply
    2. 3.2

      Antonello Serra

      in ogni caso è: pocos locos y mal unidos

      Reply
    3. 3.3

      Nicolas Firinu

      Bene… Hai mostrato il tuo.lato da intelligentone… Quindi?

      Reply
    4. 3.4

      Salvatore Baingiu Coile

      Hai ragione da vendere Nicolas

      Reply
  4. 4

    Mizio Camba

    uniti per la bandiera , divisi per il cortile 🙁

    Reply
  5. 5

    Lioni Serra

    Ma perchè invece dei quattro mori non ci sono i quattro nuraghi più famosi della Sardegna nella bandiera?

    Reply
    1. 5.1

      Efisio Pinna

      Son d’accordo con te perché la bandiera dei quattro mori risale al 1400 ed è spagnola

      Reply
  6. 6

    Sonia Maggio

    Ma, Susanna Manunza ha letto???

    Reply
  7. 7

    Antonio Pisano

    Quando si riuscirà a capire che solo uniti potremo arrivare a qualche risultato tutto si può fare.altrimenti continuate a dire ajo.

    Reply
  8. 8

    Pino Lisci

    Troppo tardi x pensare ad una Sardegna indipendente .abbiamo perso il treno negli anni 80 CN Mario melis presidente,silurato dai compagni di partito.ora non ci rimane altro che puntare a l’insularita CN un regime fiscale agevolato. Non ce altro.

    Reply
  9. 9

    Fabritziu Dettori

    Li 4 mori sobrattuttu akì contani l’isthoria di lu poburu sardhu suvranu… o no?

    Reply
  10. 10

    Giulio Masia

    Unita’ che non c’è.

    Reply
  11. 11

    Britt Bull

    Purtroppo quando l’ignoranza ascolta l’intelligenza tace! Questa bandiera non rappresenta per nulla la nostra storia politica – culturale visto che richiama la sconfitta dei quattro re Mori contro i Pisani, ma noi da bravi ignorantelli la sventoliamo ai quattro venti con orgoglio. La vera storia della nostra Sardegna è Eleonora d’Arborea, il vero nostro simbolo è Eleonora d’Arborea. Peccato davvero, non si ha neanche voglia di insegnare nelle nostre scuole la vera storia della nostra amata patria, perché si preferisce mettere il culo ai padroni come sempre voi avete fatto! Se si vogliono cambiare le cose, si deve cambiare. Ma se volete rimanere ancora così fate pure!

    Reply
  12. 12

    Giovannino Sposito

    La nostra terra è stata emarginata dalla politica dei nostri rappresentanti sia nazionali che regionali.

    Reply

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

© Testata giornalistica registrata: Tribunale di Cagliari 43/1998. Webdev Antonio Palumbo