Signori si cambia, altro giro di valzer, ma ad accompagnare la squadra c’è un ballerino del passato. Il Cagliari saluta Gianfranco Zola e si affida all’usato sicuro. La società rossoblù ha richiamato Zdenek Zeman, esonerato alla vigilia dello scorso Natale, e ora gli chiede il miracolo di un’immediata inversione di tendenza dopo il disastroso cammino degli ultimi mesi. La scelta di esonerare Zola era praticamente scontata, visto il suo ruolino di marcia alla guida del Cagliari: 8 punti frutto di 2 vittorie, 2 pareggi e ben 6 sconfitte, 5 delle quali nelle ultime 6 partite. Alcuni di questi scivoloni erano a dir poco inevitabili, frutto di amnesie difensive, erroracci sotto porta e carattere ridotto ai minimi storici. Non a caso, anche la tifoseria più fedele ha perso la pazienza e, in occasione della gara interna (persa) con il Verona, ha contestato duramente tecnico e società.
È stato perso tempo prezioso. Tanto tempo. Inutilmente. Perché Giulini e il diesse Marroccu hanno voluto giocare la carta emotiva (Zola) anziché cercare una soluzione più affidabile, almeno in teoria: a dicembre erano liberi Reja, Ballardini, Rossi, Cosmi, vale a dire un gruppo di allenatori “con le palle” e di esperienza. Il primo ha firmato dieci giorni fa per l’Atalanta, gli altri erano ancora disponibili (Rossi avrebbe detto di no, forse perché ha capito quali sono i veri limiti di questa squadra) ma la dirigenza rossoblù ha comunque seguito l’idea suggestiva di levarsi la soddisfazione di raggiungere la salvezza con il tecnico che aveva fatto sognare tanti tifosi la scorsa estate. Ci riuscirà? Forse lo capiremo già dopo il prossimo impegno casalingo (sabato contro l’Empoli).
Dispiace per Zola, grande uomo e grande (ex) calciatore. Ma il calcio è fatto così, soprattutto a questi livelli. Gli auguriamo di prendersi altrove le sue belle soddisfazioni anche da allenatore. Al Cagliari, invece, auguriamo di ritrovare innanzi tutto il carattere ormai smarrito da tempo, e poi una fisionomia di gioco che nelle ultime settimane è stata totalmente smarrita. Se ciò non sarà possibile, sarà giusto scendere in serie B: magari si rivelerà una buona occasione per fare un po’ di pulizia e ripartire con entusiasmo con i giovani. Ma, nel frattempo, si ritrovi la dignità smarrita, almeno per rispetto di se stessi se non dei tifosi sardi e della maglia che si indossa.
Arrogutottu
(admaioramedia.it)









































