19 Comments

  1. 3

    goutrdvhugiu

    se lo dice il fatto quotidiano! qualunque notizia da quel giornale dipinge la sardegna come una realtà post-apocalittica.

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    1. 3.1

      Antonio Zorco

      Purtroppo il giornale ha ragione. Solo uno sprovveduto poteva credere (e far credere) che il cosiddetto "pendolamento" del treno avrebbe potuto annullare gli effetti della forza centrifuga in curva, ossia di quella forza che, oltre una certa velocità in relazione al raggio di curvatura, provoca lo sviamento del treno. Tutt'al più attenua l'accelerazione laterale che percepisce il passeggero nelle curve, ma la sicurezza di marcia è questione di fisica, ed è data principalmente dal tracciato della linea che deve essere adeguato alla velocità che si vuole raggiungere.  

      La rete sarda è stata progettata e costruita alla fine dell'Ottocento, quando la velocità dei treni non arrivava a cinquanta chilometri all'ora nemmeno in pianura, e molto meno nelle tratte più accidentate a nord di Macomer. Pretendere di transitarvi oggi a 180 km/h significa provocare un disastro simile a quello che accadde nel 2013 a Santiago de Compostela, in Spagna, dove un treno è sviato in curva per la velocità superiore a quella che la linea consentiva: 80 morti. Se non si modernizza radicalmente la rete, eliminando le curve di stretto raggio (oggi ve ne sono di 400 metri di raggio) e le pendenze (alcune arrivano al 25 per mille), si continuerà a viaggiare più o meno come oggi; forse un po' meglio, grazie al maggior confort dei nuovi convogli, ma la velocità massima ammissibile non sarà molto dissimile da quella odierna.

      In più, il semplice binario a nord di San Gavino comporta che i treni, sebbene veloci, dovranno comunque fermarsi anche nelle stazioni più sperdute, unicamente per poter incrociare con altri treni che viaggiano in direzione opposta. Infine, vogliamo finirla una volte per tutte, di usare termini altisonanti ed ampollosi come "alta velocità sarda", "treni super-veloci" ed amenità simili, relativi a velocità relativamente modesta di 180 km/h (ammesso che ci si possa arrivare)? L'alta velocità è altra cosa: è, tanto per intenderci, quella del Freccia Rossa (oltre 300 km//h). Ricordo, sommessamente, che già negli anni '70 le elettromotrici FS Ale 601 viaggiavano, sulla Roma Milano, a 240 km/h. Meditate gente, meditate.

      Per concludere, era proprio necessario spendere oggi quasi 80 milioni dei denaro pubblico per raggiungere così modesti risultati?

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