Apertis Verbis

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    Angelo Liberati

    Amico Mimmo Di Caterino, giusta, lo ripeto, la tua battaglia pro-Accademia a Cagliari che, come ho detto già altre volte, si giustifica per il fatto che le Accademie ci sono in altre città e quindi anche Cagliari la deve avere. Che poi la presenza possa influire più di quanto ha fatto il Liceo Artistico è almeno discutibile. per restare in Sardegna potrei rispondere che basta vedere quale è la situazione a Sassari. Se poi ci spostiamo sullo stivale, allora la domanda potrebbe riguardare città come: Catania, Firenze, L’Aquila, Bari, Catanzaro o Reggio, Siena, Roma, Milano dove le arti visive vivono una marginalità simile a quella cagliaritana con leggere differenze in meglio o peggio che non cambiano molto la realtà per ciò che riguarda l’indifferenza del cittadino medio nei confronti delle arti contemporanee. Alle tue considerazioni sulla situazione artistica delle città metropolitane senza Accademia potrei rispondere che basta osservare nella realtà e nelle varie espressioni della rete quale è lo stato di attenzione da parte dei cittadini di tutte le sfere sociali nei confronti di ciò che gli artisti più aggiornati propongono. Oppure esaminare il corpo docente di molte Accademie italiane, un buon osservatorio sono le commissioni per la legge del 2%, quando viene applicata, e verificare chi sono i vincitori di molti concorsi e controllare i facenti parte delle commissioni, dopo osservare le “opere” destinate al cosiddetto decoro urbano. Per modificare la terribile distanza tra pubblico medio e Arte ci vuole ben altro, un ben altro tutto da inventare; nel mentre la Lombardia corre dietro, quando va bene a Lilloni e quando scendi un pochino arrivi al ciarpane del Giovan Francesco Gonzaga. A Roma stessa cosa con Omiccioli o Fantuzzi, sali un pochino e puoi arrivare a Mario Mafai. Vogliamo passare per Napoli? La situazione la conosci tu meglio di me, però credo la situazione non sia molto diversa. In Sardegna corrono ancora dietro l’ultimo pezzetto di carta scovato in soffitta, firmato Biasi, nonostante l’Accademia a Sassari città natale di Biasi e di Sironi – ma per questa nascita la colpa forse va individuata in qualche corsa del piroscafo venuta a mancare – con un esercito di artisti, importati dalla penisola e non tutti utili alla causa, nonostante questo vai a verificare i risultati sull’ambiente cittadino per ciò che riguarda l’estitica, il gusto del bello o del brutto, la consapevolezza dei linguaggi artistici, inventati e praticati non soltanto, o almeno non sempre per andare in sintonia con l’arredamento e i tendaggi. A Sassari il critico che ha il potere di proporre a livello mondiale gli artisti che rispondono, pagando, agli appelli di massa, ha trovato da anni un terreno fertile, con personaggi in grado di catapultare risorse economiche da Cagliari in favore della Accademia. Tutto ciò senza nulla togliere alla tua buona iniziativa.

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